Introduzione

Interessante attività quella di Collemaggiore, ma quando mi fu presentata, notai subito che mancava di un filo conduttore che riunisse in un unico concetto le varie sfaccettature dell’azienda.
Si passa dalla produzione di carni pregiate, come il suino nero reatino o lo struzzo, alla presenza di in un laboratorio certificato, alla produzione di derivati classici, come prosciutti o pezzi particolarmente pregiati, fino alla produzione di pasta all’uovo di struzzo.
Insomma, tante iniziative, ma anche tanta confusione.

Briefing

La prima cosa da fare in questi casi è sempre chiarire le idee al cliente, che le ha confuse a causa delle tante, a volte troppe, attività che svolge sotto un unico cappello.
In questo caso, è stato necessario trovare in primis un nome, in quanto quello originale era indirizzato solo all’attività relativa agli struzzi. Poi dotare il cliente di almeno uno strumento per poter proporre la propria offerta all’utenza. La scelta è ricaduta su di un catalogo prodotti con un servizio fotografico molto accurato.
A mio avviso, la caratteristica esclusività e pregiatezza di questi prodotti sarebbe stata a rischio se i colori delle carni da lui trattate, non fossero risultati veraci nelle relative foto. Trovai l’ispirazione nel sole!

Brainstorming

Il primo sopralluogo nell’azienda agricola del cliente, rivelò un posto eccezionale da destinare all’allevamento e alla macellazione delle particolari razze che il titolare aveva selezionato, ma notai che il paesaggio, causa l’assenza di sole, era piuttosto grigio.
L’azienda, posizionata su di un pittoresco colle del reatino, si articolava su vari dislivelli naturali e terminav a valle, in un bosco dal quale i suini neri traevano il maggior nutrimento. Quindi un allevamento allo stato semi-brado, ideale per ottenere una carne saporita e naturale. Ma come trasmettere questo concetto agli acquirenti?
Pensandoci un po’ su decisi che la strada giusta fosse quella di far “assaggiare” idealmente al pubblico questa carne attraverso delle immagini evocative.
Il sole venne in mio aiuto.
Prima di terminare la visita in azienda, fece capolino un raggio di sole che illuminò parte del paesaggio, rivelando colori fantastici ed evocando in me il desiderio di fruire di quella fantastica natura.
Non nascondo che mi portai via qualche assaggio, ma fu proprio questa la chiave di volta, svelare al pubblico il sapore di quelle carni e di quelle terre mediante i colori accesi che solo il sole sarebbe stato in grado di rivelare.
Presi così la decisione di realizzare il servizio fotografico sotto la luce di un eccellente sole di inizio autunno. Il risultato, lo potete vedere con i vostri occhi!

Qualche nota

Nel catalogo decisi di inserire anche i prodotti derivati dallo struzzo, del resto si tratta di una carne davvero pregiata e dai valori nutrizionali moto alti, però poco conosciuta, almeno in Italia.
L’unica foto che venne realizzata in un interno, fu quella di copertina in quanto volevo creare un’accoglienza più calda, cioè mettere in copertina un concetto d’insieme, che fosse facilmente assimilabile e allineato alla comunicazione classica di questo settore. Il resto sarebbe venuto dopo, sfogliando le pagine.
Infine feci realizzare una foto al caratteristico ripiano in legno su cui si tagliano gli affettati, con su solamente un bicchiere di vino mezzo vuoto, qualche mollica di pane e un paio di foglie d’alloro. Fu utile per far passare il concetto che nemmeno noi, che stavamo fotografando, avevamo resistito al richiamo di quegli affettati e al termine del servizio fotografico, avevamo fatto piazza pulita… non ditelo in giro, ma in realtà andò proprio così.

Progetto grafico di Angela Magrone.

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