CMS: open source o proprietari? | iacopobellavia.com

È meglio scegliere un CMS open source oppure affidarsi ad un software proprietario per realizzare il proprio sito web? Ecco la mia esperienza.

Ci siamo convertiti ai CMS circa sei anni fa, perché prima abbiamo sempre avuto come partner delle software house o programmatori molto in gamba e quindi spesso abbiamo sviluppato software dedicati.
Per il primo sito dinamico utilizzammo Mambo, un CMS open source piuttosto potente, anche se complesso come gestione dei contenuti. Personalmente lo trovai poco lineare nell’utilizzo anche se, potenzialmente, non era affatto male.

Questa prima esperienza ci lasciò alquanto perplessi e allora iniziammo a valutare l’idea di costruire un CMS proprietario. Al termine di una serie di esperienze, decidemmo di utilizzare WordPress, un CMS open source nato per fare blog, che si è velocemente evoluto ed ora viene utilizzato da grandi multinazionali per i loro siti.
Non credevo che una community sarebbe mai riuscita a rendere così stabile un CMS di questa portata. In realtà dovevo dubitare perché, facendo gli interessi dei miei clienti, non avrei mai voluto proporre loro un CMS troppo compelsso oppure uno troppo semplice come funzionalità.

Decidemmo per WordPress dopo attenta analisi anche perché essendo molto ben seguito dagli sviluppatori, questo open source dava molta fiducia. Si è espanso in maniera nemmeno troppo veloce e la sua evoluzione è stata sempre coerente con la tecnologia del momento: una vera sicurezza.
Mi ha sempre dato l’impressione che ogni release fosse accuratamente pensata e preparata.
Tirando le somme, ecco quali sono secondo me i pro e i contro dei due sistemi.

I pro dei CMS proprietari si possono riassumere nel fatto che il loro sviluppo garantisce molte possibilità di personalizzazione e che è possibile fare accordi direttamente con chi lo sviluppa.

Ma i contro sono decisamente più numerosi. In primo luogo è necessario conoscere bene la validità di chi produce il software e quanto sia attento a sviluppare secondo le nuove tecnologie e tendenze. Il rischio potrebbe essere che il CMS proprietario sia assolutamente fuori dalla blogosfera o dal circuito dei social network, per non parlare delle nuove tendenze stilistiche e degli standard che essa ha introdotto. Che dire poi del pannello di gestione dei contenuti? Molto spesso questi CMS non hanno una vera e propria killer application e quindi le modalità di inserimento dei materiali diventano, a volte, troppo macchinose se non addirittura farraginose.
Inoltre come la mettiamo se la software house decide di abbandonare il progetto?

Per i CMS open source, la situazione è quasi opposta. Se per avere personalizzazioni del sistema è necessario disporre di programmatori specializzati, è pur vero che, se la community è molto operosa e in gamba, verranno messi sul mercato molti plugin che aggiungono nuove funzionalità di tutti i tipi, vedi appunto la ricchezza di WordPress in questo senso.
È inoltre utile notare che i plugin vengono progettati in base ad esigenze comuni a molti utenti perché i CMS open source sono decisamente molto più utilizzati di quelli proprietari e quindi l’analisi è più vasta e redditizia. È quindi molto meglio che l’utente modifichi le proprie esigenze di quel tanto che basta per rendere perfetta la funzionalità di un dato plugin, piuttosto che operare costose modifiche, magari nemmeno efficaci.

Infine, che dire della meravigliosa killer application utilizzata per il pannello di gestione di WordPress? Intuitiva, facile da utilizzare e molto elegante, cosa quest’ultima che mette di buon umore gli utilizzatori.

Concludendo: CMS? Open source, grazie!

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