Facciamo a pezzi le informazioni | iacopobellavia.com

Spesso, quando forniamo informazioni, abbiamo a che fare con la memoria a breve termine.
Ad esempio quando forniamo un numero di telefono oppure quando tentiamo di memorizzare la lista della spesa. In questi casi, chi riceve l’informazione è costretto a ricordare una mole di dati troppo lunga e quindi finisce con il dimenticare tutto molto in fretta.
Allora entra in gioco la tecnica del chunking.

Questa tecnica, se ben utilizzata, permette di ovviare ai problemi derivati dalla memoria a breve termine. Facciamo degli esempi.

Se vogliamo fornire un numero di telefono ad una persona e lo comunichiamo scrivendo o pronunciando tutte le cifre che lo compongono senza soluzione di continuità, rischiamo che se lo dimentichi nel giro di pochi secondi.
Se invece spezzassimo il nostro numero in circa 4 pezzi, questo sarebbe in grado di superare l’ostacolo della memoria a breve termine e potrebbe rimanere nella mente del ricevente per un tempo più lungo.
Il chunking è funzionale anche in fase di composizione o fruizione del numero stesso, in quanto è più agevole attingere ad una lista di cifre divise in piccoli gruppi piuttosto che ad una stringa molto lunga.

Pensiamo invece all’utilizzo del chunking nel design.
Prendiamo una pagina con un testo piuttosto lungo e scritto senza interruzioni. Questa risulterà di difficile consultazione perché si presenta come un blocco unico da scorrere e da ricordare.
Se invece la pagina fosse divisa in paragrafi, magari tutti con il loro titoletto e ogni paragrafo fosse ulteriormente interrotto da elementi in evidenza (grassetto), la pagina risulterebbe più fluida e meno pesante, dando al lettore più strumenti per ricordarne il contenuto.

È invece sconsigliabile l’utilizzo di questa tecnica in fase di ricerca, perché questa operazione non prevede una memorizzazione dell’intera mole di dati, bensì l’individuazione della sola porzione che interessa.

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