Introduzione

Progettare un logo per un target di turisti prevalentemente americani ma non solo. Far capire che l’ospite risolverà qualsiasi esigenza, anche la più complessa e dare un’idea country mista al “made in Italy”.

Briefing

Cosa piace agli utenti di questo particolare esercizio? Essere curati, rassicurati, serviti a dovere. Bene allora cosa c’è di meglio di un padrone di casa italiano ma che conosce bene vizi e virtù di oltreoceano?
Parlare in americano e servire in italiano…

Brainstorming

Per la font mi oriento sul Bevan. Ha un sapore western ed è piuttosto ben “piazzata”. Ha grandi graziette che conferiscono solidità e sicurezza, inoltre si presta bene ad una comunicazione che ha molto a che fare con il settore alimentare.
Per individuare, a mio avviso, la corretta disposizione delle tre parole che formano il marchio, ho pensato ad una frase del titolare: “il panino l’hanno inventato gli americani”.
Bene allora le parole “Guest” ed “Italy”, cioè “ospite” e “Italia” diventano le due fette di pane e la parola “house” rappresenta il contenuto, cioè quello che mangeranno gli ospiti. Una scaldatina ai colori, e ci siamo.
L’elemento grafico che sta dietro al logo, è un particolare di questa Guest House, si tratta della decorazione dell’arcata che accoglie l’ospite nella sala da pranzo.

Qualche nota

Il payoff me lo suggerisce il cliente e dopo averlo valutato, direi che può andare. Il fatto che sia allusivo, può meglio esprimere il carattere di questo servizio e aggiungere un po’ di pepe alla vacanza.
Il biglietto da visita dovrà fungere anche da mini depliant illustrando quali sono i servizi offerti in maniera molto sintetica.

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