I tag e la rivoluzione del web 2.0 | iacopobellavia.com

Ho letto impressioni decisamente contrastanti in merito ai tag, e sinceramente non me lo aspettavo. Li reputo infatti una grande idea, ottima per strutturare una navigazione più ricca e creativa. Credo che risolvano eccellentemente alcune lacune che erano presenti nel web di prima generazione e cioè la navigazione per menu e sottomenu.

Ultimamente ho avuto modo di approfondire la questione parlando con le redazioni di alcune riviste on line e sono giunto alla conclusione che i tag sono un’ottima soluzione anche per progetti dedicati ad un vasto pubblico. 
Sintetizzando, il discorso si può articolare su due piani: un utilizzo dei tag più meccanico da una parte e un utilizzo più creativo dall’altra.

Inannzitutto, per chi sta leggendo e non sa cosa siano i tag, spiego. I tag sono dei link che aprono un elenco di articoli, ma sono diversi dai menu, benché l’effetto finale sia simile. Un menu identifica una macro sezione di un sito e propone una serie di articoli correlati, invece il tag è una caratteristica comune a più articoli.
Un menu posside degli articoli, un articolo possiede dei tag. È un cambio di ottica che si spiega più facilmente descrivendo i due tipi di utilizzo che, a mio avviso, se ne possono fare, come dicevo sopra: quello meccanico e quello creativo.

Iniziamo con quello meccanico.

Il web 2.0 ha cambiato il modo di navigare: grazie agli RSS, ai social network, ai filtri e alla condivisione, è molto più rapido l’accesso ad un panorama completo e dettagliato di informazioni, all’interno del quale individuare velocemente l’articolo desiderato e da lì, iniziare a fruire delle informazioni.
Allora il sistema menu/sottomenu diventana decisamente inutile e dannoso perché pone un inciampo alla ricerca di informazioni. Non è bene costringere l’utente a cliccare un menu per individuare poi il sottomenu giusto sperando che porti all’argomento desiderato. Allora entrano in campo i tag. Cioè, tutti i link che avete individuato come sottomenu, possono essere trasformati in tag.

Qual’è il vantaggio di questa operazione? È quello di ottenere una serie di percorsi a vista e soprattutto di poter legare un articolo a più sottomenu (in realtà tag) senza creare percorsi intrecciati o complessi da seguire.
Quindi il primo utilizzo dei tag potrebbe essere quello di sostituire i sottomenu.

Passiamo ora all’utilizzo creativo dei tag, ben più stimolante rispetto a quello meccanico.

Nel momento in cui scrivete un articolo avete mai pensato che state per creare delle aspettative nel vostro lettore? Avete mai pensato a cosa si aspetta di leggere il vostro utente? Questa è una cosa da fare quando si vuole comunicare correttamente con gli altri.

Nel web 2.0 tutti gli elementi dell’articolo sono importanti ed hanno una funzione piuttosto delicata: il titolo deve incuriosire, il riassunto (o abstract) deve proporre un tema e creare le aspettative, i vari paragrafi del testo debbono risolvere tali aspettative, ecc. Ma quando il lettore arriva al termine dell’articolo, che farà? Si potrà ritenere soddisfatto? Andrà su un altro sito oppure continuerà a leggere sul nostro? Naturalmente la seconda ipotesi è la più auspicabile e, per far sì che si verifichi, dobbiamo agire d’intuito con i tag. Ecco come.

Durante la stesura del testo dell’articolo, dobbiamo cercare di individuare tutte le aspettative di chi leggerà e anche cercare di capire perché lo leggerà, cioè: cosa sta cercando la persona che leggerà quello che sto scrivendo? Certamente quello che scrivo non necessariamente sarà esauriente e magari nemmeno deve esserlo, ma deve gettare le basi per una successiva ricerca, e allora, vogliamo proporre ai nostri amici lettori un seguito al nostro articolo? Possiamo farlo individuando:

  • i reali interessi che lo hanno portato a leggere questo articolo;
  • le curiosità che ha suscitato la lettura;
  • le aspettative non ancora esaurite.

E tutto ciò deve diventare un tag, o meglio, diversi tag. In questa maniera il lettore, al termine dell’articolo, potrà valutare i link che gli proporremo e continuare la lettura sul nostro sito.
Naturalmente è necessario affinare un po’ l’intuito e cercare i tag più attinenti, più intriganti, più esaustivi.

Concludiamo con un esempio.

Se in un portale di ricette un utente si sofferma sull’articolo che spiega come realizzare un risotto alla milanese, qual era la sua reale esigenza, anzi le sue reali esigenze? Probabilmente cercava un primo piatto, ma può anche darsi che fosse un appassionato di risotti, o magari uno a cui piace la cucina speziata o, infine, un amante della cucina lombarda. Eccovi serviti quattro gustosi tag per proseguire ricerca sul nostro portale in base alle vostre esigenze.

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