Il web 2.0 e i CMS open source | iacopobellavia.com

Tempo fa ho letto un articolo in cui si parlava della difficoltà di vendere un CMS open source come WordPress con conclusioni assolutamente da condividere. Credo che l’autore abbia centrato il colpo quando ha individuato nei contenuti la vera potenza dell’informazione Internet.

Anch’io in passato mi sono posto il problema di come far capire ad un cliente che, anche se si parla di open source e freeware, ci sono comunque dei soldi da pagare. Ma, essendo io un creativo il problema si è risolto da sé.
Infatti, il costo della costruzione di un sito Internet sta quasi esclusivamente nell’idea che rende il progetto efficace.
Poniamo due casi limite.

Un creativo in gamba, può progettare un sito anche in semplice HTML e ottenere però una comunicazione efficace e di sicura resa. Infatti il nocciolo della questione non è tanto la tecnica che utilizzo, ma il risultato che ottengo.

Se invece il sedicente creativo non fosse in gamba, anche se utilizzasse il reparto software della Apple otterrebbe un risultato mediocre.

Con questo non voglio dire che usare il primo CMS che capita sia la stessa cosa che utilizzarne uno come WordPress, voglio solo dire che prima di tutto c’è la parte creativa, poi viene la tecnica, che, se di alto livello, può dare un valore aggiunto ad un progetto.

Sempre stando agli esempi precedenti.

Il nostro creativo, quello in gamba intendo, se avesse a disposizione una piattaforma come WordPress, certamente avrebbe molte più opportunità di sviluppo e potrebbe proporre un progetto più completo e performante.
Se invece fosse costretto ad utilizzare sistemi meno potenti, sarebbe costretto a cercarsi da solo le giuste opportunità, ma non è detto che tecnicamente siano sempre disponibili.

È vero che la ristrettezza di risorse spesso e volentieri aguzza l’ingegno, ma personalmente, preferisco avere a disposizione delle risorse performanti e cercare di sfruttarle al meglio.
Infine, pensando ai CMS open source dopo aver per anni utilizzato un sistema proprietario, devo dire che la questione si è normalizzata solo negli ultimi anni, quando finalmente WordPress ha iniziato a mettere a disposizione un pannello di amministrazione veramente rivoluzionario.

Prima che WP uscisse dal settore dei blog e si tuffasse in quello dei siti e dei portali, devo dire che l’idea di dare in pasto il mio cliente ad un sistema tipo Joomla o Drupal, mi faceva star male. Come poteva un non addetto ai lavori utilizzare senza problematica alcuna un pannello che anche per me era complesso!
Quanto tempo avrei dovuto dedicare alla formazione dei clienti per metterli in condizioni di operare sul loro sito?
Impensabile!

E allora abbiamo tenuto d’occhio WP mentre vendevamo un CMS proprietario, che all’epoca era piuttosto efficace. Nel momento in cui la piattaforma per blogger divenne matura, decidemmo di fare il grande passo e iniziare a preoccuparci meno della tecnica e più dei contenuti cioè sfruttare le eccellenti caratteristiche del web 2.0.

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