La regola del minimo indispensabile | iacopobellavia.com

In ogni progetto esiste sempre un minimo di variabili che ne determinano l’eventuale successo.
Questa asserzione parte dall’economista Vilfredo Pareto che osservò come la maggior parte della ricchezza di un paese sia, solitamente, in mano ad una minoranza.

Trasportando questa intuizione in un panorama più vasto, possiamo affermare che in ogni sistema la maggior parte degli effetti viene generata da un esiguo numero di variabili rispetto al totale (dal 10% al 30%).

Analizzando e lavorando su questa minoranza di dati, è possibile ottimizzare e migliorare sensibilmente i risultati, mentre invece, lavorando sui restanti dati, cioè la maggioranza, si otterranno benefici talmente irrilevanti da essere presto annullati dai peggioramenti. Questo perché, se si tralascia di curare il minimo indispensabile, il sistema perde di efficacia.

Da questa regola, possiamo dedurre alcune interessanti riflessioni nell’ambito della comunicazione.

Lavorare in maniera non organizzata o senza una precisa analisi preliminare, può portare a focalizzare l’attenzione sugli aspetti meno importanti di un progetto e quindi generare un risultato non efficace. Da ciò emerge l’importanza delle analisi di marketing per poter focalizzare il vero nucleo del progetto (analisi del mercato, target, posizionamento aziendale, analisi SWOT, ecc.) e indirizzare tutti gli sforzi in quella direzione.

Utilizzare questo modus operandi, permette inoltre di ottimizzare le risorse ed aumentare l’efficienza produttiva, evitando che chiunque lavori ad un progetto si perda in dettagli di poco conto. Naturalmente l’analisi preliminare, oltre ad individuare le aree utili del progetto verso cui orientarsi, suggerisce anche quali risorse mettere in campo e quali attività esse debbano svolgere, evitando costi extra e sprechi di tempo.

Per concludere facciamo qualche esempio.

Nelle automobili, agendo sui principali comandi (volante, pedali e cambio), si ottengono la maggior parte delle funzioni principali del veicolo.
In un’interfaccia, mettere in evidenza i comandi principali, cioè quelli statisticamente più utilizzati, aumenterà la facilità d’uso e l’utente rimarrà soddisfatto di poter generare la maggior parte degli effetti desiderati con il minimo impegno.
Un gruppo di lavoro dovrebbe sempre resistere alla tentazione di operare su un progetto senza averlo prima ottimizzato e ripulito dalla maggioranza di variabili poco utili. A volte è meglio eliminare alcune funzioni meno usate e in compenso investire per migliorare l’accesso alle funzioni più utili.

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